Il digitale ha imprigionato il desiderio

Roberto Cotroneo

Sta accadendo una cosa imprevista. L’universo digitale ha aperto spazi esistenziali che prima non esistevano e allo stesso tempo ci rende incapaci di andare in profondità, di tenere fermo il tempo. Abitiamo sempre più degli spazi nuovi, che potrebbero essere pieni di memoria, di desiderio, di storia e di opportunità, ma non sappiamo più come riempire questi nostri luoghi interiori, tutto sembra inadatto e inadeguato. E tutto sembra senza importanza.

Accade per un processo di digitalizzazione del desiderio sempre più evidente, che non vuol dire ovviamente andare su internet e digitare la parola “sesso”. Vuol dire che non esiste più l’attesa tra quello che vogliamo sapere e quello che possiamo sapere. L’accesso alla conoscenza è immediato ma smemorato. Il modo di sfogliare e scorrere i libri digitali non permette salti logici, perché scrollare, andare su e giù per i testi, per quanto lo si possa fare molto velocemente, implica una…

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