Non ancora, ti prego.

dodicirighe

Guardo la finestra alla mia sinistra, il cielo è chiaro. Muovo le mie pupille, almeno questo stretching me lo concedo. Potrei sollevare montagne coi miei occhi dopo due anni di allenamento continuo. E’ questa la mia libertà. Quanto mi prude il polpaccio. Ma nessuno mi sente. Le carezze di mia madre che pettina il volto un tempo pieno di imitazioni. Ma lei, non viene a trovarmi da tanto. Due anni che mi prude il cuore, che vorrei dirle tante cose, ma mi è stato impedito quella notte dopo averla accompagnata. La velocità del mio cuore, quella dell’auto. Guardavo la porta alla mia destra. Mi dava forza e speranza. Mamma lo sa, oggi sto guardando solo a sinistra. Forse ha capito che mi sono arreso. Il rumore della macchina è il mio iPod in repeat. Una carota. Un vegetale. Che battuta. Ma nessuno mi sente. Arrivano tanti amici oggi. Spegneranno l’iPod…

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